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Franciacorta e Prosecco: due realtà non commutabili

Data: 8 marzo 2017

Franciacorta e Prosecco: due realtà non commutabili

Sempre più spesso capita di sentire utilizzare, o di adoperare noi stessi, i termini “Franciacorta e “Prosecco” come se fossero due sinonimi, perché molti consumatori tendono a confonderli e a paragonarli, e sono convinti che il fatto di essere entrambi vini “frizzanti”, o come spesso si definiscono “spumanti”, li renda identici.

Purtroppo, anche da parte degli operatori di settore si riscontra, ahimè, ancora parecchia confusione. Non sono pochi gli aneddoti che potremmo raccontare di quando, trovandoci in bar, ristoranti o locali, anche di un certo livello, non troviamo dall’altra parte del bancone o in sala una addetto competente che non usi i termini “Franciacorta” e “Prosecco” come fossero sinonimi. Quante volte, alla nostra richiesta “Posso avere un bicchiere di Franciacorta?” , poi il cameriere o il barista tornino al tavolo esclamando: “Il prosecco per chi era?”… oppure ancora, quante volte ci è capitato, entrando in un bar, di sentire: “Mi fa un prosecchino?”. Tutto questo perché i bevitori non esperti tendono ad indicare come “Prosecco” tutto ciò che è frizzante!.

In questo articolo cercheremo di gettare luce su questi due mondi della spumantistica Italiana, due fiori all’occhiello del made in Italy, che sono simboli dell’italianità nel mondo, l’uno perché è leader delle esportazioni, grazie al suo ottimo rapporto qualità- prezzo, e l’altro, il Franciacorta, perché prodotto con la antichissima tecnica della rifermentazione in bottiglia, che è la medesima del suo celeberrimo cugino francese, lo Champagne.

 

Metodologia di produzione: quali sono le principali differenze tra un Franciacorta e un Prosecco?

Il Franciacorta viene prodotto seguendo il disciplinare del “Metodo Classico”, una tecnica antichissima e prestigiosa, perché la medesima che i francesi utilizzano per i loro Champagne, che loro chiamano ala francese “Champenoise”. Questa tecnica prevede che l’uva venga vendemmiata in uno stato di maturazione ottimale, e che poi verso la primavera, conclusasi la prima fermentazione in vasca, si effettui la “cuvée”, ovvero il taglio: si assemblano, cioè, diverse partite di vino al fine di ottenere il prodotto desiderato, giocando con le caratteristiche dei suoi elementi compositivi!

Nel metodo classico, o metodo tradizionale , o appunto “champenoise”, a questo punto avviene l’imbottigliamento del vino, a cui si aggiunge uno sciroppo, la “liquer de tirage”, che contiene: zucchero e un piede di lievito, che in bottiglia reagisce con lo zucchero, inducendo la seconda fermentazione, producendo anidride carbonica e alcool!

Nel giro di 2-3 mesi, gli zuccheri presenti nel vino si esauriscono per effetto del lievito presente nello sciroppo, la pressione all’interno della bottiglia arriva a 5-6 atmosfere: una quantità necessaria e sufficiente per ottenere un ottimo perlage, fine e persistente. Per i successivi 24-48 mesi, le bottiglie giacciono in posizione orizzontale, definiscono e affinano il loro bouquet organolettico.

Finito il tempo utile di vita dei lieviti, è necessario rimuovere il detrito che lasciano, che tende ad intorbidire il contenuto della bottiglia e deve essere rimosso: si procede quindi al “remuage” e al “degorgement”. Per finire, si aggiunge una miscela di zucchero e vino, che ogni cantina conserva e custodisce in maniera gelosa e spesso segreta.

Al contrario dei quello classico, il metodo Charmat, utilizzato per produrre Prosecco, prevede una fermentazione in un grande contenitore, chiamato autoclave. Questo sistema di spumantizzazione è più rapido ed economico, ideale per un vino modesto, caratterizzato da aromi freschi, e poco longevo.


Le caratteristiche del Franciacorta e del Prosecco sono le stesse?

No, ci sono sostanziali differenze anche a livello di uvaggio, cambia la zona di produzione, le tipologie di prodotto e, di conseguenza, anche le note del vino in fase di degustazione, al palato e al naso.

Il Franciacorta DOCG, denominazione di origine controllata e garantita, viene prodotto in Lombardia, precisamente nella zona della provincia di Brescia, dalle colline del Monte Orfano fino alla zona del Lago D’Iseo.

Le Uve consentite dal disciplinare per la produzione del Franciacorta sono lo Chardonnay e/o il Pinot Nero. E’ consentito l’uso anche del Pinot Bianco, fino ad un massimo del 50%.

Il prosecco viene invece prodotto nella zona tra Conegliano e Valdobbiadene, in Veneto, dalle uve Glera, anche se è permesso l’uso anche di uve minori da disciplinare.

Le tipologie di Franciacorta sono numerose: si passa dal pas dosè al demi-sec, passando per l’extra brut, il brut, l’extra dry e il sec o dry. Il prosecco può essere semplicemente Brut, Dry o Extra Dry.

 

Degustazioni a Confronto…

In fase di degustazione, a confronto Prosecco e Franciacorta manifestano chiaramente differenze abissali.

Il Franciacorta ha una bollicina sottile e persistente, con un perlage così raffinato da far scaturire una lenta ma continua salita di bollicine dal fondo alla superficie, con una corona spumosa. Il prosecco ha, invece, una bollicina a grana meno fine e più rapida nella risalita.

Se col perlage un bevitore non esperto può equivocarsi, i due prodotti al naso non mentono: nel Franciacorta si manifestano fragranze di lieviti, biscotteria, pane tostato e creme, con sfumature lievi di spezie, frutta bianca o disidratata e fiori. Sentori di gelsomino, rosa, pera, mela, cedro e rosa sono invece tipici del Prosecco.

In abbinamento, il Franciacorta si sposa bene a tutto pasto: accompagna egregiamente anche le cotture più elaborate come le cruditè o la leggerezza di piatti di pesce; Il prosecco trova invece esaltazione come aperitivo o insieme all’antipasto.

 

Sperando di aver fatto un po’ di chiarezza su questi due grandi protagonisti della realtà spumantistica della nostra bella Italia, che ci accompagnano negli aperitivi, o che festeggiano le nostre grandi occasioni, vi ringraziamo per l’attenzione!

La Riccafana

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