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Satèn: il simbolo della Franciacorta nel mondo… ma che cos’è davvero?

Ha reso la Franciacorta celebre nel mondo, con un successo di pubblico Forbes lo colloca al quarto posto tra i vini da bere assolutamente…. ma che cos’è, di fatto, un Satèn?

Filari ordinati di Chardonnay

Franciacorta DOCG Satèn

Con il nome di fantasia “Satèn” , scelto per la sua assonanza con “setoso“, si indica un Metodo Classico prodotto soltanto da uve bianche Chardonnay, in purezza o in assemblaggio con il Pinot Bianco, consentito dal disciplinare del Franciacorta in una dose massima del 50%.

Il Satèn è diventato una designazione esclusiva della Franciacorta a partire dal 1996, anno nel quale è stata eliminata quella di “crèmant”, e successivamente un marchio registrato proprio dal Consorzio per la Tutela del Franciacorta, unica denominazione a produrre questo celeberrimo vino spumante.

Caratteristiche organolettiche del Satèn

 


Il perlage fine e persistente del Satèn.

A livello organolettico, il Satèn è il Franciacorta con la bollicina più fine e persistente di tutti.  Il nome è stato scelto proprio come richiamo all’eleganza e alla finezza del perlage, alla cremosità al palato, al gusto vellutato e alla spuma setosa di quello che ormai è un vero e proprio simbolo, che ha reso la zona collinare tra Brescia e l’estremità meridionale del Lago d’Iseo celebri nel mondo. Il colore è sempre un giallo paglierino, che può manifestarsi più o meno intenso a seconda dello stile personale di ciascuna cantina, a tratti con riflessi dorati, a tratti verdognoli. Al naso è un Franciacorta con un bouquet ampio e gentile, che al gusto presenta sentori decisi di frutta matura, accompagnati da delicate note di fiori bianchi e frutta secca, come la mandorla e la nocciola. Una piacevole sapidità e freschezza si armonizzano in un’innata morbidezza che, appunto, ricorda le sensazioni delicate della seta.

Una pressione… unica e differente

La vera unicità del Franciacorta Satèn, che distingue  questo eccellente Metodo Classico, marchio registrato della Franciacorta, è la pressione; infatti, si collocano nella categoria dei “Satèn”, solo quei vini spumanti prodotti con Metodo Classico in cui la pressione all’interno della bottiglia sia inferiore a 5 bar, mentre per gli altri Franciacorta la pressione si aggira tra i 6 e i 6.5 bar.

Bottiglie e barometri

Questa differenza finale è dovuta ad un diverso dosaggio di zucchero in fase di tiraggio: la fermentazione di 4 g/L di zucchero produce in bottiglia un aumento di 1 atmosfera. Pertanto, per produrre Satèn, oltre che vinificare solo uve bianche di Chardonnay in purezza o assemblato con al massimo un 50% di Pinot Bianco, è necessario inserire in bottiglia un quantitativo di zucchero tale da produrre questo livello di pressione.

Il Satèn secondo La Riccafana

Da sempre estimatrice della genuinità, La Riccafana, antica cantina sul Monte Orfano, segue una filosofia enologica particolare, che vede la nascita di prodotti biologici, autentici rappresentanti delle caratteristiche territoriali e microclimatiche di questa particolare porzione di Franciacorta.

Il nostro Franciacorta Satèn è prodotto da uve biologiche 100% Chardonnay,  che subiscono pressatura soffice per estrarre il mosto fiore. Successivamente, la prima fermentazione avviene in vasca inox termocondizionata e in parte in legno. L’affinamento dura 24 mesi prima della sboccatura, e altri 8/10 mesi in cantina, dove manteniamo le nostre bottiglie ancora qualche tempo, per dare loro modo di ritrovare l’equilibrio e l’armonia in qualche modo alterati dal degorgement.  Il residuo zuccherino del nostro Franciacorta Satèn è di 6g/l, un quantitativo sufficiente a renderlo un prodotto morbido, dal gusto vellutato, con una spuma setosa, ma che ne valorizza la naturale sapidità ed enfatizza la mineralità data dal nostro magico sottosuolo, in cui predominano calcare, argilla e una forte matrice quarzosa.


Il Satèn Zero di La Riccafana: una deliziosa provocazione

Riccardo Fratus, titolare della cantina, ha capito fin da subito le potenzialità dei 15 ettari che coltiva sul versante meridionale del Monte Orfano, ed è sempre stato di primaria importanza per lui valorizzare le naturali caratteristiche di questa porzione particolare di Franciacorta. Unendo questo desiderio alla sua indole provocatoria, ha creato, insieme al suo enologo, un Franciacorta  Satèn a zero dosaggio. “E’ un atto dovuto e sentito nei confronti dello splendido territorio della Franciacorta, da parte di una cantina come Riccafana, che dal 2006 è stata la prima a credere nel biologico. ” – spiega Fratus- ” la morbidezza, la piacevolezza e la setosità sono ottenute con la scelta di annate selezionate e straordinarie rispetto alla media, con la cura maniacale a livello agronomico del vitigno della finezza e dell’eleganza per eccellenza: lo Chardonnay, con un lungo affinamento di almeno 38 mesi. Non aggiungiamo niente, è l’espressione massima della materia prima che unendosi al tempo, crea questa armonia e purezza”.

Riccardo
Riccardo
Proprietario della storica cantina Riccafana. E' stato uno dei pionieri del vino biologico in Franciacorta.

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