Progetto Ita.Ca : emissioni e sostenibilità aziendale

SOSTENIBILTA’ E CARBON FOOTPRINT

 

 

Nel 2010 “La Riccafana” ha aderito al progetto Ita.Ca, promosso dallo studio Agronomico Sata e WFA, che insieme hanno collaborato per migliorare il primo “International Wine Carbon Calculator” (IWCC), un metodo ufficiale riconosciuto a livello mondiale, sviluppato dal Wine Institute of California, dalla New Zealand Winegrowers, dalla Winemakers’ Federation of Australia insieme con l’Integrated Production of Wine South Africa.

Lo scopo del calcolo della cosiddetta “Impronta Carbonica Aziendale” è principalmente quello di analizzare ed esprimere le quantità delle emissioni, così da poter ipotizzare un piano per ridurle, e aumentare la sensibilità di addetti ai lavori e pubblico verso le tematiche ambientali e la sostenibilità.

All’origine del progetto, e del successivo sviluppo del calcolatore, stanno alcune premesse di natura ambientale: temi come l’effetto serra, il cambiamento climatico e la scarsità delle riserve di combustibili fossili  rendono necessaria la consapevolezza, come cittadini ma soprattutto come Azienda, delle proprie emissioni di gas serra, al fine di gestire l’efficienza della filiera, l’impatto ambientale e le eventuali conseguenze sull’effetto serra. Si tratta, insomma, di una riflessione attiva sul senso della sostenibilità, cioè la possibilità che l’umanità ha di soddisfare i bisogni della attuale generazione, senza compromettere la capacità delle generazioni future di rispondere ai loro bisogni. Troppo spesso, però, questo concetto di sostenibilità non trova riferimenti concreti. Per questo, assume un ruolo di primo piano nel progetto Itaca, il termine “impronta ecologica”, definita come il territorio biologicamente produttivo che viene utilizzato da un individuo, un’impresa, una filiera produttiva o un’intera comunità, per produrre le risorse che consuma ed assorbire i rifiuti che genera.

L’utilizzo di un calcolatore, adattato in questo caso alla viticoltura italiana, ha permesso a “La Riccafana” di prendere coscienza di sé e  delle richieste che le vengono dal mercato, adottando soluzioni per migliorare la propria gestione, dal punto di vista della sostenibilità e dell’ambiente, ma anche le ha consentito di programmare e attuare, con successo, un piano per la riduzione delle sue emissioni di gas serra, di adeguarsi, grazie al calcolo dell’ impronta carbonica, a obblighi normativi e , non da ultimo, di sensibilizzare operatori e visitatori, ospiti e affezionati della Cantina in Franciacorta riguardo l’importanza di un modello aziendale più sostenibile.

Ed ora, veniamo in breve alla struttura e al funzionamento vero e proprio dell’analisi, per poi passare ai risultati!

 

Il calcolatore, individua le emissioni provenienti da tre diversi ambiti della filiera, così da distinguere tra responsabilità dirette dell’azienda e indirette.

  • l’impronta primaria (o ambito 1): include trasporto, emissioni da combustibile per le applicazioni straordinarie, emissioni fuggitive, pratiche colturali e trattamento rifiuti in sito.
  • l’impronta secondaria (o ambito 2): riguarda l’approvvigionamento di energia elettrica utilizzata durante le attività in sito
  • l’impronta terziaria (o ambito 3) : si riferisce ad imballaggi, macchinari di contoterzisti, trasporto di merci, acquisto di prodotti per la produzione vinicola, trattamento finale dei rifiuti e consumi elettrici per attività non in sito.

 

 

Il monitoraggio Ita.Ca è stato condotto attraverso le seguenti fasi:

1- colloqui preliminari con il personale aziendale, per la spiegazione generale e complessiva del metodo e dei criteri di lavoro, e per la condivisione e la comprensione dell’importanza del tema della sostenibilità, al fine di motivare gli addetti ad una raccolta scrupolosa e attenta dei dati richiesti.

2- il referente aziendale ha seguito la traccia di un questionario, costruito sulle voci da inserire nel calcolatore.

3- l’azienda è stata incentivata a contattare i propri fornitori e a fare richiesta del dato di emissione per ciascun prodotto acquistato, allo scopo sia di reperire i dati relativi all’ambito 3, sia di sensibilizzare i fornitori alla problematica della sostenibilità ambientale di qualsiasi filiera.

4- i dati ottenuti sono stati oggetto di verifica e ulteriore confronto tra gli operatori di cantina e gli addetti ai lavori, per instaurare una procedura interattiva che permetta di ridurre al minimo la possibilità di errore.

5- inserimento dei dati nel calcolatore e calcolo degli indici riassuntivi con produzione di una relazione scritta.

 

Ecco i risultati della stima dell’impronta carbonica da parte di “La Riccafana”:

 

La Gestione del suolo vitato assume un peso particolare, in relazione soprattutto all’emissione di N2O dal suolo e all’emissione relativa al consumo di carburante dei trattori di proprietà; non risulta invece rilevante l’emissione di Gas effetto serra (in particolare N2O e CH4) dovuta alla concimazione: effettuando solo concimazioni organiche e non utilizzando concimi chimici, il dato in questione risulta nullo. Va sottolineato che a livello scientifico in merito a queste emissioni sono necessarie ulteriori indagini, pertanto in questa relazione si considera l’ipotesi più prudenziale, attribuendo al vigneto una componente di emissione proporzionale alla fertilizzazione azotata applicata. Si ricorda inoltre che la concimazione organica ed il vigneto con suolo inerbito sono anche una essenziale opportunità per sequestrare CO2 in modo permanente, compensando così in modo virtuoso le emissioni.

 

Assumono un peso rilevante gli Imballiggi Carta e cartone(26,7%) e Bottiglie e contenitori (20,5%),Vino acquistato (14%) e Chiusure (11,8%) legate al packaging aziendale, quindi alle scelte delle bottiglie (tipologie e pesi) e dei loro contenitori (materiali, pesi). Un peso minore, ma comunque importante, viene assunto dai Prodotti di campagna (5%) ,dai Complementi di Imballaggio (5,1%) e dai Viaggi terzi e rappresentanza (3,4%). Infine incidono le Emissione indiretta elettricità (2,8%), Prodotti enologici (2,5%), Emissioni indirette Carburanti (1,9%),Legno (1%) . Rimangono da approfondire conoscenze in merito ai fattori di emissione di numerosi prodotti acquistati (in alcuni casi sono dati completamente mancanti, in altri sono presenti ma solo come dato bibliografico, quindi perfettibili qualora i vari produttori di materie o servizi fornissero un proprio dato più preciso e contestualizzato sul proprio sistema produttivo). In ogni caso, si è fatto tutto il possibile per non lasciare coefficienti di emissione vuoti. Per questo si è sempre inserito il fattore di emissione del prodotto più simile a quello per il quale il fattore risultava mancante.

Riportiamo nel prossimo grafico tutte le emissioni aziendali e i sequestri considerati nei nostri conteggi. Da questi dati si possono quantificare nel dettaglio le voci di emissione e di sequestro. Ricordiamo che i vigneti, nell’insieme dei loro processi biochimici e con una gestione virtuosa, assorbono un quantitativo di CO2 superiore a quello che emettono.

 

Questo progetto, qui esplicitato nelle sue linee principali e in maniera semplificata, ha aiutato l’intera Azienda ad assumere consapevolezza sul tema della sostenibilità e sulla necessità di ridurre l’impronta carbonica, per condurre tutte le fasi della nostra produzione nella direzione del rispetto del mondo, patrimonio prezioso che lasceremo in eredità alle generazioni future.

Molto lavoro è stato condotto, ma tanto altro è ancora da fare e ogni giorno, come Azienda Vitivinicola a conduzione biologica, ci impegniamo a dare il meglio.. vieni a scoprirci prenotando la tua visita con degustazione dei nostri Franciacorta Bio, inviando una mail a segreteria@fratuslariccafana.com o chiamaci al numero 0307156797

Riccardo
Riccardo
Proprietario della storica cantina Riccafana. E' stato uno dei pionieri del vino biologico in Franciacorta.